Imparzialità. È la caratteristica imprescindibile quando si è a capo di una federazione sportiva nazionale o si è commissario tecnico di una rappresentativa. Eppure, nelle ultime ore, il comportamento di Ergin Ataman, allenatore di basket sotto contratto con il Panathinaikos e allo stesso tempo con la nazionale turca, ha portato a delle drastiche decisioni.
Prima, però, bisogna partire da un altro sport. Sabato 21 settembre si è giocata la partita di calcio tra Fenerbahce e Galatasaray, uno dei derby più sentiti d’Europa. Il Gala ha vinto 3-1 e ovviamente sono partiti gli automatici sfottò che fanno assolutamente parte del gioco (purché si resti nel seminato); basti vedere la presenza massiccia di appassionati turchi nella sezione commenti di post social riguardanti lo sport, calcio e basket in primis.
Facciamo un piccolo salto in avanti. Martedì 24 settembre, a Istanbul, si è giocata la partita di basket amichevole tra Galatasaray e i campioni d’Europa del Panathinaikos, compagine allenata proprio da Ergin Ataman. I greci si sono imposti per 85 a 56, ma non è stato un episodio di campo a prendersi la scena, bensì quello che è successo al termine della contesa. L’allenatore turco, visto in Italia sulle panchine di Siena e Fortitudo Bologna, è un grande tifoso del Galatasaray e ha pensato (bene o male) di mimare davanti ai tifosi di casa un tre e un uno con le dita delle mani, in riferimento proprio al risultato della partita di calcio di pochi giorni prima. I tifosi giallorossi hanno risposto con un’ovazione, ma il gesto non è passato inosservato agli eterni rivali del Fenerbahce.

Anzi. I campioni di Turchia in carica hanno espresso ad alta voce la loro indignazione, scegliendo di imboccare la strada della reazione più drastica e clamorosa: il Fenerbahce ha infatti deciso di non inviare più i propri giocatori turchi alla nazionale di basket finché Ataman rimarrà al timone. Tra questi, i più degni di nota sono sicuramente Melih Mahmutoglu e Sertac Sanli, importantissimi per la propria nazionale.
Nel giro di poche ore, sono arrivate le scuse “ufficiali” (su Instagram) del commissario tecnico turco, che ha provato a stemperare l’ambiente dichiarando come non volesse prendere di mira nessuno e come lui abbia sempre avuto rispetto per il Fenerbahce. Ovviamente, lo strappo creatosi tra Ataman e il Fenerbahce è troppo ampio da essere ricucito con poche parole e in pochi minuti. Il Fener, intanto, sembra irremovibile sulla decisione presa ed espressa questa mattina tramite comunicato ufficiale.
La reazione può essere considerata eccessiva? A mio parere, non proprio. Ergin Ataman è sempre stato un allenatore ultra competitivo, e questa caratteristica, abbinata al suo sapere cestistico, lo ha portato a raggiungere traguardi importanti a livello di club. Ma se sei anche il selezionatore della squadra che rappresenta la Turchia non puoi (o non dovresti) permetterti di lasciarti andare in gesti come quello al termine dell’amichevole tra Panathinaikos e Galatasaray. E c’è il serio rischio di peggiorare ancor di più il clima teso ed estremo che si vive nelle stracittadine. Gigi Datome, che al Fenerbahce ha giocato e vinto un’Eurolega, ha raccontato in qualche occasione di come i derby tra le due squadre di Istanbul siano belli da vivere, ma anche di come sugli spalti i tifosi diventino spesso molesti (ha posto l’accento sul lancio di monetine dalle tribune). Il caso Ataman di certo aggiungerà del pepe ai prossimi scontri.
Per me, potremmo aspettarci delle prese di posizione da parte della federazione turca, ma è difficile prevedere quali possano essere le decisioni da parte di essa. In Ataman si è certamente visto un comportamento non consono rispetto alla posizione che ricopre e il Fenerbahce ne ha anche chiesto le dimissioni. Tutto lascia pensare che la querelle non si sia chiusa qui. Di certo c’è che l’imparzialità di cui ho parlato nel sottotitolo non è stata rispettata o addirittura non presa in considerazione.
Andrea Perini
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