Pallone d'oro

Pallone d’oro di stile, o no?

Storicamente, la cerimonia del Pallone d’oro ha sempre creato polemiche e malumori tra calciatori e club. Ieri abbiamo assistito a una presa di posizione molto pesante da parte del Real Madrid, che non ha mandato a Parigi i suoi tesserati.

La scelta “estrema”

A Madrid sembrava essere tutto pronto per festeggiare la probabile vittoria del Pallone d’oro da parte di Vinicius Jr. Ne era convinto anche il calciatore, che ha sicuramente rappresentato un fattore importante nella vittoria della Champions League e della Liga. Poco ha importato la pesante sconfitta nel Clasico, durante il quale quello che sembrava il maggior indiziato alla vittoria del prestigioso premio individuale ha rimarcato la sua sicurezza, dicendo a Gavi: “Lunedì vincerò il Pallone d’oro:”

Tutto si è ribaltato poche ore prima della cerimonia. Nella capitale spagnola è arrivata la notizia che Vinicius non sarebbe stato il vincitore del premio. I blancos, infuriati, hanno così preso una decisione che ha fatto discutere sin da subito: il club, infatti, non ha mandato a Parigi i suoi tesserati in lizza per i premi, come appunto il calciatore brasiliano, Bellingham e Ancelotti. Non si è presentato nemmeno il patron Florentino Perez. A quanto pare, Vinicius aveva già organizzato la trasferta in terra francese con parenti e amici più stretti, oltre che una celebrazione a casa a Madrid.

Caduta di stile, ma prima…

Di certo è stata una scelta discutibile presa da un club che, tuttavia, si è spesso contraddistinta per alcune azioni degne di nota. Giusto per prendere in considerazione le due più recenti, si pensi al rinnovo di contratto di Carvajal, vittima di un gravissimo infortunio al ginocchio e ormai attempato, ma fondamentale per il Real Madrid durante tutta la sua carriera. Il perfetto riconoscimento allo status importante che ha sempre avuto il difensore spagnolo all’interno dello spogliatoio nonché nella nazionale campione d’Europa.

La seconda azione riguarda invece la dura presa di posizione contro i cori razzisti da parte dei tifosi madrileni durante il Clasico perso al Bernabeu per 4-0. Nonostante la bruciante sconfitta, poche ore dopo il Real ha pubblicato un comunicato in cui conferma il pugno duro verso ogni episodio di razzismo sugli spalti, dicendo di aver avviato un’investigazione e di voler tenere lontani certi soggetti dal proprio stadio. Perfetto.

Ed è anche per questo motivo che la decisione di lunedì pomeriggio stona con tutto il resto. Il Real Madrid è capace di dimostrarsi aperta verso i valori sani dello sport, eppure non è stata in grado di accettare una decisione riguardante un suo calciatore e la sua sfumata vittoria del Pallone d’oro. L’avversario, in questo caso Rodri, non è stato rispettato.

Rabbia social

In un mondo così connesso, era facile aspettarsi delle repliche “social” da parte dei diretti interessati.

Vinicius, su X, ha dichiarato come proverà a fare dieci volte più di quello che ha già fatto. Non sembra essere una grossa polemica, o almeno non lo è esplicitamente. Di sicuro c’è che la delusione dev’essere stata scottante, così come per il club di appartenenza. Forse sono stati più diretti i suoi compagni di squadra nell’esprimere il dissenso verso una decisione non condivisa. Senza parlare dei tifosi dei blancos e dei brasiliani, che hanno usato anche parole pesanti per perorare la causa del calciatore.

Il Pallone d’oro conta?

Toni Kroos, ex compagno di squadra di Vinicius, non ha usato mezzi termini nel dire che, per lui, i premi individuali sono inutili. Forse lo ha fatto vedendosi in nona posizione nella lista di quest’anno (dove voleva finire?). Ma, parere personale, non sono d’accordo. Il calcio è uno sport di squadra in cui si perseguono risultati, appunto, di squadra. Ma se un calciatore vuole vedere ricompensati i suoi sforzi personali e il suo apporto sul campo? Perché un giocatore determinante per i successi di un collettivo non deve essere premiato? Il Pallone d’oro è l’espressione più alta del riconoscimento individuale, che produca polemiche o meno, e di polemiche ce ne sono state tante. Ma da qui a dire che sono inutili ce ne passa. Ovvio che Kroos ha dovuto fare il gioco delle parti, ma non credo che il suo ragionamento regga a tal punto da far passare in secondo piano un premio individuale così importante. Quale calciatore non ha mai sognato di vincere il Pallone d’oro?

Detto questo, il Real Madrid ha vinto il premio di “squadra dell’anno”, ma a Parigi non c’era nessuno a rappresentare la squadra, o quasi. L’unico mandato in Francia dal club è stato Butragueno. Ma non è abbastanza per un’organizzazioe storica come quella. Se viene meno il rispetto per l’avversario anche in questi momenti, non c’è altro da fare che scusarsi e tornare a essere quella società spesso virtuosa che abbiamo conosciuto.

Andrea Perini

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