Mutignano
ASD Mutignano

Mutignano: piccolo borgo, grandi ambizioni

All’interno del comune di Pineto, a pochi chilometri dal mare Adriatico, un piccolo borgo medievale appollaiato su una collina custodisce l’anima di un gioiellino del calcio dilettantistico teramano. Si tratta di Mutignano, il vecchio centro amministrativo del territorio comunale, sede dell’omonima squadra, l’ASD Mutignano Calcio.

“ASD Muitgnano Calcio, Since 1977”

Una squadra da sogno, con il borgo nel cuore”. Così recitava lo striscione esposto fino a qualche anno fa sulla rete laterale del vecchio campo sportivo di Mutignano, come a sottolineare l’appartenenza e il forte legame con la propria gente. Quel campo sportivo che ha visto numerose battaglie, sia della prima squadra, sia del Mutineani, società amatoriale di cui facevano parte, attivamente o passivamente, molti membri originari proprio del borgo antico. Per loro, la mattina della partita era prima di tutto un momento per riunirsi, quasi come un ritrovo sociale, per poi lasciare sul campo tutto quello che le energie permettevano, vincere (come accadeva spesso) e infine tornare dalle proprie famiglie per il pranzo domenicale, per prepararsi a una nuova settimana lavorativa vissuta con l’attesa di una nuova partita il week-end successivo.

Ma torniamo al Mutignano Calcio. La squadra, nata nel 1977, ha da sempre avuto la grande responsabilità di essere l’unica società sportiva della piccola frazione, e quindi di rappresentare al meglio la propria gente, che il giorno della partita si riuniva in massa al di sopra del campo sportivo (non c’erano tribune) per assistere a un nuovo scontro con un’altra squadra della provincia. Nonostante il campo sia al di fuori del centro abitato, i sostenitori arrivavano a piedi, armati di ombrello nei giorni di pioggia, per godersi due ore di un calcio nostalgico, fatto di divise di cotone e pesanti palloni di cuoio. Inutile dire che, nel piccolo borgo, quelle partite erano la cosa più interessante che potesse accadere nelle domeniche dei mutignanesi.

Il Mutignano in Promozione

Facciamo un salto alla stagione 2009/2010: la squadra era forte, formata anche da qualche giocatore locale; il campo era lo stesso; il sostegno dei mutignanesi, ovviamente, non è mai mancato. Ma, all’interno del paese, si sentiva che sarebbe potuto accadere qualcosa di speciale. Prima o poi doveva succedere, ma quell’anno sembrava proprio quello giusto. Così, in quel campionato, il Mutignano si affermò come una delle due squadre favorite alla vittoria del campionato.

L’altra squadra era il Favale, che ha dato filo da torcere per tutta la stagione alla compagine mutignanese, tanto che le due società si sono ritrovate, al termine di quel campionato, appaiate a pari punti in testa alla classifica. Risultato? Uno spareggio decisivo per la vetta, e per il tanto desiderato accesso al campionato di Promozione la stagione successiva. Il teatro di quello scontro, in un’insolita domenica piovosa di inizio giugno, era il Fonte dell’olmo di Roseto degli Abruzzi, che aveva ospitato in passato anche delle partite di C2, negli anni d’oro del calcio abruzzese. Ma quella partita, tra due società di Prima Categoria, sembrava avere un alone di magia maggiore rispetto a qualsiasi altro scontro avvenuto su quel prato.

O almeno così è stato per il solo Mutignano. Perché quella partita, con gli spalti che sembravano essersi riempiti di tutti gli abitanti delle rispettive località, finì con un secco 3-0 in favore della squadra di quel borgo appollaiato su una collina a pochi chilometri dal mare. Il Mutignano era finalmente approdato in Promozione. Il centro storico, svuotato durante lo svolgimento dello spareggio, si riempì di nuovo, con i suoi abitanti in festa per il raggiungimento di un obiettivo impensabile fino a poco tempo prima; la spinta della gente aveva iniziato quel processo di crescita, la squadra aveva fatto il resto. Subito dopo, tutti i mutignanesi avevano una maglietta celebrativa, che recitava “2/6/2010. Tutti nella storia. Promozione. Io c’ero!”. Pochi abitanti, ma tantissima soddisfazione.

Mantenere la categoria, ma…

A parte pochissime stagioni, il Mutignano successivamente ha dimostrato di poter tenere la categoria, anzi. Dopo il 2010, la squadra del borgo non ha mai abbandonato il campionato di Promozione, centrando delle salvezze sempre meritate, e spesso anche in netto anticipo. l’unico problema è stato trasferirsi al Collevecchio di Scerne di Pineto, in quanto il vecchio campo sportivo non era a norma (e non lo è tuttora). Un pó di magia del calcio di paese è svanita: non c’è più la possibilità di arrivare a piedi per assistere alle partite della squadra del proprio borgo antico; non ci sono più anziani che, nonostante l’età, riuscivano a stare in piedi per la durata dell’intera partita; non ci sono più persone con gli ombrelli. La conquista della promozione è stato un traguardo sudato, ma il costo è stato quello di perdere una parte di quel carattere romantico che caratterizzava la squadra.

Guardando il lato positivo dello spostamento, possiamo comunque immaginare il piacere che hanno i sostenitori locali a organizzare il corto trasferimento dal borgo allo stadio di Scerne, come se si stessero preparando a una piccola trasferta da passare insieme, per poi ritrovarsi con i propri compaesani a sostenere i calciatori che rappresentano la propria frazione, spingendoli verso il raggiungimento dell’obiettivo.

Il carattere locale

A tenere in vita quella componente nostalgica, però, ci ha pensato la persona che forse più ha rappresentato l’anima della società negli ultimi anni: la vice presidente, Augusta Clabots, fondatrice del club insieme al marito, Francesco Ranalli, e a Romeo Sacchini, Silvestro Pace e Nicola Di Palma. Nonostante l’eta avanzata, Augusta ha sempre seguito la squadra negli incontri casalinghi (sedendosi all’ingresso degli spogliatoi, alle spalle della porta) e nelle trasferte, anche quelle più lunghe. Come segno di gentilezza, faceva in modo che tè caldo, merendine e le immancabili zollette di zucchero non mancassero mai all’interno dello spogliatoio. Era una figura molto conosciuta all’interno del contesto del calcio dilettantistico abruzzese, e non era raro vedere arbitri o addirittura calciatori avversari rivolgerle un caloroso saluto, fino al giorno della sua scomparsa, avvenuta alla fine del 2017.

E il futuro del Mutignano?

Negli ultimi anni, il Mutignano ha dimostrato che ha tutte le carte in regola per fare campionati importanti, arrivando molto vicino alle posizioni di vertice. Nel frattempo, si è tolto alcune soddisfazioni, come il 3-0 inflitto al Collevecchio alla favoritissima L’Aquila, o gli scontri a viso aperto con il Teramo nella passata stagione. Già, la scorsa stagione, culminata con l’approdo ai playoff, dove i sogni di giocarsi le chance promozione nel triangolare con le vincenti degli spareggi degli altri gironi si sono infranti al 120°, su un palo della porta del campo sportivo di Penne.

Eppure, quel finale amaro potrebbe aver accresciuto l’esperienza di una società che è partita da un piccolo borgo antico e dal suo impianto senza tribune, ma che ha uno sguardo rivolto più al futuro che al passato, con la certezza che tutto quello di buono che avverrà nei prossimi anni sarà frutto di un percorso che non vuole conoscere battute d’arresto.

Andrea Perini

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